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Bruno Scaltriti
Universita' di Scienze Gastronomiche
Scienze gastronomiche e decrescita economica
Negli ultimi anni il rapporto tra benessere e crescita economica è stato messo in discussione dai lavori di numerosi studiosi, tra cui citiamo ad esempio il premio Nobel per l’economia Daniel Kahneman, ed è stato affrontato in maniera particolarmente critica da quell’insieme di suggestioni e teorie, che va sotto il nome di decrescita. I fautori della decrescita affermano sostanzialmente che un modello di sviluppo, improntato solamente sull’incremento del Prodotto Interno Lordo, risulta alla lunga insostenibile da un punto di vista sociale e ambientale, senza apportare miglioramenti significativi alla qualità di vita degli individui. Rifacendosi al lavoro di studiosi come Meadows, essi affermano che è auspicabile raggiungere uno stato stazionario, arrivati al quale occorre frenare il consumo delle risorse naturali, che di lì in poi diventa insostenibile per l’ambiente e apportatore di crescente iniquità sociale.
Esistono convergenze tra la decrescita e le scienze gastronomiche? Direi di sì. Si potrebbe affermare che la teoria della decrescita accoglie positivamente le strategie di sviluppo che potremmo definire “less”, mentre rigetta le strategie di sviluppo “more”. Quindi un’agricoltura come quella biologica, con meno input, un accorciamento della filiera, meno food miles, una dieta con meno prodotti di quarta gamma e meno prodotti di origine animale. Sono tutti ingredienti di una strategia “less” per il sistema agroalimentare. Al contrario le ricette proposte dagli organismi internazionali, non ultimo il vertice Fao, si caratterizzano per il loro incremento di input agricoli, che a fronte di risultati non sempre soddisfacenti nella lotta alla malnutrizione, lasciano sul campo vittime illustri come l’ambiente e l’equità sociale.
L’auspicio è che attorno alla produzione e al consumo del cibo si ragioni in maniera sempre meno ideologica e sempre più pragmatica perché, come affermava Brillat-Savarin “il destino delle Nazioni dipende dal modo con cui si nutrono”.
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